Pausilypon: dove cessano gli affanni
Il nome Posillipo deriva dal greco Παυσίλυπον (Pausilypon), che significa letteralmente "tregua dal dolore" o "dove cessano gli affanni". Non fu una scelta casuale: già duemila anni fa la bellezza di questa collina affacciata sul Golfo di Napoli era considerata un balsamo per lo spirito. Il nome apparteneva originariamente alla sontuosa villa del cavaliere romano Publio Vedio Pollione, e col tempo si estese a indicare l'intero promontorio.
Prima dell'arrivo di Pollione, la collina era nota come Mons Amoenus — il "monte ameno" — e la sua costa era già frequentata dalle élite della Roma repubblicana. Da Capo Miseno fino a Posillipo, personaggi del calibro di Mario, Silla, Crasso, Cesare e Cicerone avevano costruito le loro residenze di otium, mentre il poeta Virgilio vi trovò ispirazione e, secondo la tradizione, vi fu sepolto.
L'eredità romana
Dopo la battaglia di Azio nel 31 a.C., Pollione edificò la sua grandiosa villa sul promontorio tra la Gaiola e la baia di Trentaremi. L'impianto comprendeva, oltre alla parte residenziale, un teatro da 2.000 posti, un odeon per audizioni di poesia e musica, un ninfeo, impianti termali e un elaborato sistema di peschiere che si estendeva fino in mare.
Alla morte di Pollione nel 15 a.C., la villa passò all'imperatore Augusto ed entrò nel demanio imperiale, venendo ampliata e adeguata alle funzioni di residenza di stato. Oggi il Parco Archeologico del Pausilypon conserva queste testimonianze, accessibili attraverso l'imponente Grotta di Seiano — un traforo lungo 770 metri scavato nella roccia tufacea che attraversa l'intera collina.
Le ville nobiliari e il Grand Tour
Nel Rinascimento aragonese e nel periodo vicereale e borbonico, Posillipo tornò a essere il quartiere prediletto dalla nobiltà napoletana. Le famiglie più potenti fecero costruire dimore sontuose lungo la costa, affidandosi ai migliori architetti dell'epoca — da Luigi Vanvitelli a Ferdinando Fuga, da Ferdinando Sanfelice a Domenico Antonio Vaccaro.
Con l'affermarsi del Grand Tour nel Settecento, Posillipo divenne una tappa obbligata per artisti, scrittori e aristocratici europei. I viaggiatori britannici, in particolare, furono tra i primi a scoprire i bagni di mare come attività ricreativa: nel 1780 Patrick Brydone descriveva come ogni mattina alle otto un gruppo di villeggianti uscisse in barca per immergersi nelle acque del golfo.
Le vedute di Posillipo divennero tra i soggetti più ricercati dai pittori: il quartiere era una galleria naturale di panorami sul Vesuvio, Capri, Ischia e l'intera baia partenopea. Non a caso proprio qui nacque la celebre Scuola di Posillipo.
La Scuola di Posillipo
All'inizio dell'Ottocento, il pittore olandese Anton Sminck van Pitloo fondò nella sua casa-studio sulla collina una scuola di pittura en plein air che avrebbe rivoluzionato l'arte del paesaggio a Napoli. La Scuola di Posillipo — così chiamata perché l'osservazione della città avveniva dall'alto della collina — riunì una generazione di artisti destinati a lasciare un segno profondo nella storia dell'arte: Giacinto Gigante, Teodoro Duclère, i fratelli Palizzi, Achille Vianelli.
I pittori posillipisti trasformarono il paesaggio nel centro della rappresentazione. Aria, acqua, terra e fuoco divennero cielo, mare, campagna e vulcani, resi con una luce delicata e trasparente. Le piccole tele prodotte erano tanto richieste che i viaggiatori del Grand Tour le acquistavano direttamente dagli artisti come souvenirs del loro soggiorno napoletano.
Via Posillipo: la strada delle meraviglie
La collina di Posillipo è attraversata da quattro strade principali quasi parallele. Via Posillipo corre lungo la costa da Mergellina fino a Capo Posillipo, offrendo a ogni curva scorci panoramici sul golfo. Più in alto, Via Francesco Petrarca — l'ex "Via Panoramica" — domina la baia con vedute che abbracciano il Vesuvio e le isole. Le più antiche via del Marzano e via Alessandro Manzoni completano la rete viaria del quartiere.
Lungo Via Posillipo, al civico 42, sorge Villa Martinelli: inserita nel contesto delle grandi residenze del quartiere, la villa è testimone silenziosa di tre secoli di trasformazioni, dal fascino settecentesco delle origini al parco privato di oggi.
Posillipo oggi
Quartiere residenziale tra i più esclusivi di Napoli, Posillipo conserva un patrimonio straordinario di ville, parchi e scorci costieri. Dalla residenza presidenziale di Villa Rosebery al Parco Sommerso della Gaiola, dal Palazzo Donn'Anna alla baia di Trentaremi, ogni angolo racconta una storia millenaria. Il quartiere appartiene alla Municipalità 1 insieme a Chiaia e San Ferdinando, e confina con Bagnoli a ovest e Fuorigrotta a nord.
Una curiosità: dal 1933 al 1962, Posillipo ospitò un circuito automobilistico dove si corse il Gran Premio di Napoli, con piloti del calibro di Alberto Ascari. Oggi la collina è nota anche come sede di Palazzo Palladini, il condominio immaginario della soap opera "Un posto al sole", i cui esterni sono girati nella reale Villa Volpicelli.
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